Titolo: 
La massoneria nel Trentino
Anno di pubblicazione: 
1999
Numero pagine: 
112
Autore: 
Cattani M.
formato: 
24x17
prezzo: 
20,00 €
disponibile: 




La Massoneria ha avuto nel tranquillo Trentino di fine Settecento, un rifugio ideale al riparo dalle bolle papali e dalla petulante vigilanza delle gendarmerie al servizio di sovrani dispotici.

Questo è accaduto proprio quando essa si andava diffondendo nella penisola italiana, per opera di viaggiatori inglesi.

In terra trentina furono i trentini stessi a diffonderla, coadiuvati in un certo senso, dagli idealisti ex appartenenti agli illuminati di Baviera, che miravano all'abbattimento dei governi assolutistici.

Dall'incontro di alcuni di loro con Carlo Antonio Pilati - la mente più aperta della cultura trentina del tempo - ebbe inizio una diffusione d'idee, che si propagarono nella Penisola, accolte da altri gruppi massonici che con l'avvento della Carboneria tanta parte avranno nell'affrancamento dell'Italia dal giogo straniero.

A rappresentare la Massoneria speculativa - nella sua autentica forma originaria in armonia con i precetti andersoniani del 1723 - è la figura del medico trentino Giacomo Bacca.

Egli fu il tipico massone settecentesco, profondamente leale nei confronti del monarca regnante, ma assolutamente fiducioso nei principi della muratoria, nonostante le reiterate difficoltà e frustrazioni.

C'è forse da supporre che se questa linea di condotta fosse stata mantenuta da tutta la Massoneria del Settecento, nel secolo successivo essa non sarebbe stata coinvolta

nelle vicende politiche che tanto negativamente influirono nei rapporti tra Stato e Chiesa dell'Italia post-unitaria, giungendo sino ai nostri giorni.